Lara Pancaldi
E per regalo un alveare
La storia di Lara Pancaldi: dieci anni dedicati al miele, iniziati con un dono del padre. Un impegno, una passione e uno stupore che si rinnova ogni giorno
Come spesso accade, anche la sua storia è iniziata per caso. Lara Pancaldi, giovane socia Conapi (da un anno), sceglie di dedicarsi all’apicoltura nel 1998 dopo aver ricevuto un alveare in regalo da parte del padre. Già impegnata nella tenuta agricola di famiglia nella campagna bolognese vicino a Budrio, Lara decide così di iniziare a dedicare parte del suo tempo alle api.
“La scelta di avvicinarmi all’attività dell’apicoltura non è stata per me un salto nel vuoto – afferma Lara – perché da sempre ho vissuto e lavorato nell'azienda agricola della mia famiglia e quindi ho potuto conservare le mie radici e rimanere nel mio solito ambiente”. Passione, curiosità e tanta voglia di provare a produrre il miele da sola l’hanno poi spinta a dedicarsi a questa attività a tempo pieno cercando anche di costruirsi una formazione con l’aiuto di corsi e studi sulla materia. Il resto l’hanno fatto il tempo e l’esperienza. “E’ importante studiare – afferma Lara – ma è molto più importante fare tesoro di quello che insegna la vita pratica”.
Oggi Lara gestisce circa 300 famiglie di api, in continua crescita, e produce circa cento quintali l’anno di miele convenzionale. Ad aiutarla nel suo lavoro c’è anche il fidanzato: nei laboratori della tenuta di Budrio ma anche nelle zone del nord e del centro Italia. Le famiglie di api sono infatti allevate anche a nomadismo sulle Prealpi lombarde per il miele di acacia, sullAppennino emiliano per quello di castagno e nelle Marche per il miele di girasole. Oltre a queste varietà, poi, Lara produce anche miele millefiori, di tiglio, di erba medica e altre produzioni minori destinate alla vendita al dettaglio. Parte del tempo viene dedicata inoltre all’impollinazione, attività fondamentale sia per l’agricoltore che per l’apicoltore, e di aiuto soprattutto in annate come questa, scarse dal punto di vista della produzione. “Ho scelto di dedicarmi anche all’attività di impollinazione perché a volte può risollevare il bilancio di qualche raccolto andato male - continua Lara - come quello di quest’anno, che ovunque ha risentito dei problemi della moria delle api e delle cattive condizioni del tempo. Siamo stati colpiti anche noi, ma questi pesanti imprevisti non devono scoraggiarci. Ogni stagione ha i propri problemi, ma le soddisfazioni sono sempre tante”.
Lavorare con le api infatti per Lara è sempre appagante e stimolante. “Quello dell’apicoltore non è solo un lavoro ma un impegno che diventa parte integrante dell’esistenza e una passione impossibile da abbandonare. Le api sono complesse e affascinanti, osservare i loro comportamenti è un’emozione che si rinnova ogni giorno e crea stupore, che arricchisce e apre la mente. Dopo dieci anni di attività posso dire che è sempre nuova la sensazione che si vive quando si fa il miele. Spesso ci si meraviglia di come le api riescano a lavorare anche in condizioni non ottimali. In fondo sono i miracoli della natura”.
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