Mielizia

Giustino e Giuseppe Tano

ABRUZZO, LA PASSIONE E’ QUESTIONE DI FAMIGLIA

La passione per le api di Giustino Tano è un’eredità paterna, poi trasmessa anche al cognato Giuseppe Menna. Insieme gestiscono in Abruzzo un’azienda che dà lavoro a cinque persone e che nel novembre scorso è diventata socia del nostro  consorzio.
“Entrare in Conapi era un’aspirazione che coltivavamo da un paio di anni e grazie anche al sostegno di amici è diventata realtà” spiega Giustino.
Lui ha sempre fatto l’apicoltore, Giuseppe lo è diventata nel 2001: “è cresciuto con me – aggiunge ancora Giustino – e lo conosco da ragazzino, veniva spesso ad aiutarmi con le api, così dopo il militare e un anno di lavoro in fabbrica anche lui ha deciso di fare il salto e di impegnarsi in apicoltura”. Un ‘attività che è gestita in maniera professionale da circa quindici anni, ma che resta comunque e prima di tutto una passione, “perché abbiamo investito tanto; questo lavoro è sangue, lacrime, debiti, se uno lo facesse solo per il guadagno non ne varrebbe la pena”. 
Insieme Giustino e Giuseppe sono cresciuti di anno in anno, fino a lavorare, oggi, anche con 1.400 famiglie, tutte allevate a nomadismo: “le zone in cui portiamo le api sono lontano da casa, a cavallo fra l’Abruzzo e le Puglie, sulla costa: nel Golfo di Taranto, sul Gargano e l’Agropontino. Produciamo principalmente miele di agrumi nella fioritura primaverile e millefiori ed eucalipto d’estate. Andare in giro, stare in mezzo alla natura, creare dal niente è quello che mi dà più gioia. Vivere il mondo delle api è bellissimo, anche perché ti fa conoscere il mondo  contadino, la cultura agricola ed il mondo di questi splendidi insetti”. 
Per il momento i due cognati non pensano alla produzione biologica: “Sarebbe molto faticosa, da noi il bio è molto difficile, perché lavoriamo in zone povere di raccolto e il nomadismo non ci permette di avere a disposizione tutto il tempo in più necessario per la produzione biologica”.  
Prima di entrare in Conapi, Giustino e Giuseppe vendevano direttamente il loro miele ad invasettatori. “Quando siamo venuti a conoscenza dell’esistenza della cooperativa - raccontano -  siamo rimasti molto affascinati dalla possibilità di essere protagonisti anche della parte commerciale, di sentire valorizzato il nostro lavoro, di essere parte di un’impresa più grande e comune. Giriamo molto l’Italia e proviamo vergogna quanto vediamo che chi commercia il miele preferisce quello estero a quello nazionale, quest’ultimo infatti viene spesso scartato per una mera questione economica. Proprio per questo siamo contenti di far parte di Conapi: perché sentiamo che le nostre fatiche vengono valorizzate al meglio. Inoltre avere risolto le difficoltà commerciali del nostro lavoro ci permette di concentrarci di più sugli altri due terzi dei problemi che la nostra attività comporta: la salute delle api e le questioni legate ad una produzione che sia di qualità”.

Giustino e Giuseppe Tano
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