Miele di Bosco

I mieli di melata sono tutti caratterizzati da colore molto scuro, fino a quasi nero.

Tra le caratteristiche che possono farlo preferire, vanno ricordati il fatto che tende a restare liquido a lungo, il sapore caramellato, maltato, con un grado di dolce meno forte rispetto ai mieli di nettare, pur mancando della nota amara.

Zona di produzione: nelle zone boschive dell'Italia settentrionale

Colore: molto scuro, quasi nero.

Cristallizzazione: in genere assente (liquido).

Odore: di media intensità, vegetale, fruttato e caramellato, di marmellata di pomodori verdi e di confettura molto cotta.

Sapore: di media intensità, poco dolce, a volte leggermente salato, di malto, di verdura cotta, di prugne secche, di zucchero di canna. Consistenza molto densa e tenace.

Usi: è un miele particolare, che può piacere a chi afferma di non amare il miele, per esempio per dolcificare e aromatizzare il latte e i latticini. Per il suo aroma, la particolare consistenza e la resistenza alla cottura si presta anche a sostituire il caramello nelle molte e diverse preparazioni che lo prevedono.

 

I segreti:

Quando pensiamo alle api e alla loro incessante ricerca di zuccheri, pensiamo al nettare. Eppure non solo nettare producono le piante, e non solo nettare cercano le api…

Quasi tutte le piante e gli alberi riservano la propria principale produzione di zuccheri disponibili ai fiori e quindi ai frutti. È zuccherina anche la linfa, e ben lo sanno i piccoli parassiti che infestano le piante andandone in cerca; è questa, semplicemente, la melata: dolce linfa abbandonata in goccioline dagli insetti che l’hanno estratta dalla pianta. Fra i responsabili del rilascio di melata possiamo ricordare insetti come le cocciniglie e gli afidi, e in particolare Metcalfa pruinosa, il responsabile principale della produzione di melata italiana.

Tali insetti attaccano foglie e germogli per succhiarne la linfa; dal loro pasto avanzano sulla superficie della pianta alcune goccioline cariche di zuccheri, e allora anche piante prive di fiori vistosi e di abbondante nettare diventano interessanti per le api. Sono le querce, i faggi, gli aceri, i salici, gli abeti: ma anche tanti altri alberi, arbusti, cespugli ed erbe principalmente in ambienti boschivi. Il periodo di produzione della melata è quello della piena estate, da luglio a settembre.

 Le api avvertono la presenza di melata e la raccolgono incessantemente, goccia dopo goccia: il bosco diventa una riserva di zuccheri attraente quanto un campo di fiori. Se l’orecchio sente subito, nel silenzio del bosco, il ronzio delle api, l’occhio non coglie la meta degli insetti bottinatrici: unico indizio, le colonie di insetti di Metcalfa, piccoli e bianchi, che risiedono sulle foglie o sui rami più giovani, dove è più facile arrivare alla linfa.

 Il Trentino, con i suoi grandi boschi di conifere e latifoglie, è una delle regioni italiane dove si concentra una importante produzione di melata; insieme al millefiori di montagna, il miele di melata ne traduce bene la vocazione al verde e alla natura.

 Il miele di melata è liquido ma nel tempo può cristallizzare. Il colore è molto scuro, quasi nero, mentre l’odore è particolarissimo, vegetale, di frutta cotta o di confettura di fichi, decisamente privo degli aromi di fiore che caratterizzano la maggior parte degli altri mieli.

 Il miele di melata d’abete, più particolare ancora, è liquido e si mantiene tale per molto tempo.

Ha colore molto scuro, quasi nero con sfumature verdastre. L’odore leggero è quello della resina, del legno bruciato, dello zucchero caramellato.

 Il sapore rispetta le promesse offerte dagli altri sensi:

il miele di melata si rivela diverso dai mieli di nettare, leggermente salato e somigliante al malto o alle prugne secche. È un miele particolare, apprezzato da chi dice di non amare il miele; indicato come dolcificante, è gustoso spalmato o come miele da tavola (accanto a formaggi o altre pietanze).

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