Miele di Acacia
E' uno dei mieli più conosciuti ed apprezzati, in quanto riunisce le caratteristiche maggiormente gradite al consumatore (stato fisico permanentemente liquido, colore chiaro, odore e sapore molto delicati ed elevato potere dolcificante). Le pregiate caratteristiche del miele puro possono essere facilmente alterate, oltre che dall'andamento stagionale, dalla presenza di altri nettari o da errate pratiche produttive.
Zone di produzione: Prealpi, Piemonte, Lombardia e Toscana
Colore: molto chiaro, tra i più chiari in assoluto.
Cristallizzazione: assente (liquido).
Odore: molto leggero.
Sapore: molto dolce, leggermente confettato.
Usi: è un miele molto delicato che si presta per questo a qualsiasi uso. Per l'elevato contenuto in fruttosio e l'assenza di sapori forti, è il più adatto per dolcificare (bevande, yogurt, frutta ecc.) senza modificare il gusto proprio delle vivande, riesce quindi a sostituire ovunque lo zucchero. Utilizzato in piccole dosi nella panificazione serve a conferire aroma e colore alla crosta.
È spesso consigliato dai pediatri in aggiunta al latte vaccino fin dal primo anno di vita.
I segreti: L’acacia (nome scientifico, Robinia Pseudoacacia L.) è considerata dai botanici una pianta invadente: grazie alla sua crescita rapida e alla grande capacità di adattamento, infatti, l’acacia cresce spontaneamente in terreni molto diversi. Tanto che, originaria dell’America del Nord, ha attecchito un po’ ovunque in Italia: la si può vedere facilmente lungo le linee ferroviarie dove è usata per consolidare le scarpate, grazie al suo esteso apparato di radici. Nelle Prealpi forma dei veri e propri boschi estesi anche centinaia di ettari.
Per gli apicoltori l’acacia è un albero importantissimo: dai suoi fiori le api possono ricavare un miele abbondante e pregiato. La fioritura delle acacie è rigogliosa e colpisce i sensi: l’occhio si lascia ingannare dal manto bianco che ricopre i rami come una nevicata, l’olfatto è stordito dall’intenso profumo dei fiori.
Le api si tuffano a ripetizione nei calici straripanti di nettare, dedicandovisi da mattina a sera senza tregua per una decina di giorni, il periodo della fioritura.
L’acacia teme le piogge: un temporale un po’ più violento rischia di spogliare i rami dei fiori, e di rovinare la stagione; piogge meno intense non comprometteranno l’albero, ma terranno le api lontane dai fiori, rifugiate nell’alveare. Come se non bastasse, l’acacia sceglie di fiorire in maggio, mese certo non privo di incognite meteorologiche.
La produzione di miele d’acacia è spesso avventurosa e richiede intuito e ottimismo. Qualità che non mancano agli apicoltori, pronti ad affrontare il vento che tiene le api lontane dal raccolto e che asciuga il nettare dei fiori, il freddo che blocca i voli, le piogge di ogni tipo. E a scegliere con cura i posti dove l’acacia sta per fiorire, scommettendo in prima persona sulle proprie intuizioni.
In maggio, nelle Prealpi, il paesaggio è ricco di atmosfera: la foschia abbandona la pianura e scopre le cime delle montagne intorno, ancora innevate; i prati verdi sono interrotti da improvvise macchie di acacia, colorate di bianco. Il silenzio dei boschi è rotto dai suoni del vento e del ronzio incessante del raccolto.
Il miele di acacia è uno dei più chiari, e si mantiene liquido indipendentemente dalla temperatura o dalla freschezza (difficilmente cristallizza). L’odore è leggero, il sapore delicato e dolcissimo, con sentori di vaniglia.
È un miele che generalmente piace a tutti, e si presta in particolare a essere usato come dolcificante, non modificando il sapore delle sostanze cui è aggiunto. È spesso consigliato dai pediatri in aggiunta al latte vaccino fin dal primo anno di vita.
